UE: in approvazione la Direttiva Omnibus che farà slittare di 2 anni i bilanci di sostenibilità e Bankitalia manifesta preoccupazione


Da ItaliaOggi e Atlante World

Allarme di Banca d’Italia: la decisione della Ue di rallentare la strada della transizione climatica e della finanza sostenibile può essere pericolosa. “La Ue dovrebbe evitare il rischio di correzioni di rotta eccessive”, ha detto il vice direttore generale della Banca d’Italia, Paolo Angelini, commentando gli effetti dell’approvazione accelerata, prevista per oggi da parte del Parlamento europeo, della cosiddetta direttiva Omnibus che, tra le altre cose, farà slittare di due anni l’adozione dei bilanci di sostenibilità, attuando i principi ESG, da parte delle aziende sotto i 250 dipendenti. “Va valutata con cautela la situazione attuale negli Stati Uniti e nell’Ue prima di trarre le conclusioni sulle conseguenze per la transizione climatica e la finanza sostenibile. Vari indicatori suggeriscono che difficilmente la transizione si arresterà, anche se potrà richiedere più tempo di quanto sarebbe auspicabile”…

La Direttiva ribattezzata Stop the Clock, che fa parte del Pacchetto Omnibus, propone di rinviare:

  • di due anni l’entrata in applicazione degli obblighi previsti dalla CSRD per le grandi imprese che non hanno ancora avviato la rendicontazione e le PMI quotate;
  • di un anno il termine di recepimento e la prima fase dell’applicazione (che riguarda le imprese di maggiori dimensioni) della direttiva relativa al dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità (CSDDD).

L’approvazione del Consiglio rappresenta il primo passaggio chiave verso l’adozione delle proposte di semplificazione della Commissione, iter che dovrebbe chiudersi entro la fine dell’anno corrente con il recepimento delle modifiche da parte degli Stati Membri.Nel frattempo, la Commissione ha chiesto a EFRAG di avviare la revisione dei principi ESRS, segnando un nuovo orientamento verso la semplificazione degli obblighi di rendicontazione ESG. Tutto ciò avviene mentre Bruxelles riflette su come garantire il raggiungimento dell’obiettivo climatico 2040, con possibili aggiustamenti nei criteri di misurazione delle emissioni e nella flessibilità settoriale. 

L’obiettivo è creare uno spazio normativo più efficiente e proporzionato, capace di sostenere concretamente le imprese, in particolare le PMI, nel contesto della doppia transizione verde e digitale. Il meccanismo, ora al centro del confronto tra Consiglio e Parlamento Europeo, mira a rendere più flessibile il processo di attuazione delle normative, introducendo un principio di pausa regolatoria per consentire valutazioni d’impatto più approfondite.

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