Dal Sole24Ore.
Test semplificato nel modello Redditi 2025 per misurare la fiscalità delle società estere, ma occorre la certificazione del bilancio della partecipata. Da quest’anno, a seguito della riforma della fiscalità internazionale, la verifica dell’applicazione della norma Cfc (Controlled Foreign Companies) si effettua confrontando il rapporto tra le imposte e l’utile lordo del bilancio estero con la soglia del 15 per cento. La controllata deve far certificare il bilancio da operatori abilitati e l’esito della certificazione deve essere utilizzato nella revisione del bilancio italiano. Per le controllate, c’è ancora tempo per conferire un incarico di revisione volontaria…
Le società italiane con partecipate che sono potenzialmente Cfc devono dunque verificare preliminarmente l’esistenza dei requisiti di certificazione del bilancio estero.
La norma non richiede che la certificazione sia svolta dal revisore legale della Cfc. Pertanto, qualora la partecipata non abbia l’obbligo di revisione e i controlli sul bilancio estero siano svolti, anche per consolidare i conti, dalla struttura interna della controllante o da revisori italiani, si potrà procedere ora a incaricare un revisore locale abilitato a effettuare una certificazione “volontaria” del bilancio in fase di approvazione…
Occorre poi che la certificazione estera sia utilizzata dal revisore della controllante per il giudizio sul bilancio d’esercizio. L’attestazione di aver utilizzato la certificazione estera, che non risulta negli schemi di relazione, sarà opportunamente riportata in una comunicazione rilasciata dal revisore italiano alla società (per eventuali controlli delle Entrate). In queste situazioni ci si potrà certamente avvalere (anche in assenza di consolidato) del maggior termine di 180 giorni per l’approvazione del bilancio 2024.